Il mago Silvan

Chi non conosce Silvan? Lo conosciamo noi, lo conoscono e lo conoscevano i nostri padri, i nostri nonni e i nonni dei nostri nonni. Ha iniziato a fare magie per radio, poi con l’avvento della televisione in bianco e nero la vita iniziò a sorridergli.

Purtroppo conosceva solo il trucco dei foulard che cambiavano colore: “Ascoltate, ora sto cambiando il colore ai foulard, sentite? Sim Sala Bim!” Diceva per radio.
Poi davanti alle vecchie telecamere in bianco e nero della Rai iniziando a fare percepire al pubblico le piccole sfumature di grigio attraverso i teleschermi.
la gente non l’apprezzava, non lo capiva, non poteva.

Lui era triste ma presto la sua fiducia venne ricompensata. Iniziarono ad apparire i primi, costosissimi, tv color, se li potevano permettere solo una parte dei cittadini, uno su dieci, poco più della depressione.

La sorte continuava a sorridere a Silvan, addirittura più di quanto sorrideva lui.

Col tempo la tv a colori la si poteva trovare anche abbandonata vicino al secchione pubblico della spazzatura, tutti avevano due o più televisori a colori piazzati in casa e Silvan, coi suoi foulard colorati iniziò ad essere capito, iniziò l’ascesa.

Il mago veneziano balzò dall’acqua alle stelle col suo “sim sala bim” che, ancora oggi, nemmeno l’FBI ne comprende il senso.

ALDO SAVOLDELLO, questo è il nome che il prestidigitatore si è trovato al momento della nascita e che ha trasformato abilmente in Silvan (dopo molti tentativi “a vuoto” da Paperinik a Sanghibù…) iniziò a meravigliare il mondo, il giochino coi foulard lo presentava ogni sera su ogni canale televisivo, ai congressi, negli ospizi, nelle parrocchie, negli ospedali, nelle emittenti radiofoniche (però con scarso successo…). Insomma Silvan il mago divenne indimenticabile, un po’ per il gioco dei foulard, un po’ perché ha sempre mantenuto la stessa capigliatura, la stessa dentiera, lo stesso vestito con papillon.

Poco gli riguardava se, gli invidiosi, gli facevano notare che aveva più trucco in faccia che nelle tasche.

Un brutto giorno, però, venne sorpassato da un certo David Copperfield che iniziò a volare appeso a due corde invisibilissime e che, i suoi assistenti, si badavano bene dall’evitare coi “cerchi girevoli” che facevano tornare indietro al momento opportuno. Queste corde che Copperfield teneva allacciate ai fianchi e che gli consentivano evoluzioni con capriole, queste corde robuste e per nulla visibili fecero arrivare la sua fama alle stelle, sorpassando quelle del buon Silvan che, nonostante la buona volontà, non arrivava a capire i trucchi del collega il quale, un giorno, fece addirittura sparire la statua della libertà con l’ausilio di un telo e un elicottero.

Ma noi sappiamo che Sikvan un giorno o una notte volerà, farà sparire il possibile, ci sbalordirà con l’inspiegabile.

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Capo redattore del Papersera
Giornale di papere disinformative della sera

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