Politica

Salvini dimentica di togliere la divisa. 730 leghisti irreperibili da 3 giorni

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“Fermi, dove andate? Sono io!!!” Inutile ogni spiegazione da parte di Matteo Salvini (nome di fantasia come del resto tutto nella vita…) entrato alla sede della Lega Nord dimenticando maldestramente di togliersi la divisa. È il panico generale, un fuggi fuggi che, grazie solo alla Madonna dell’Incoronata di Barletta  ha evitato di trasformarsi in massacro.

I LEGHISTI

Quei pochi leghisti rimasti in sede, forse pietrificati dal panico, hanno rimproverato questa azione disdicevole “Doveva avvisarci, si tratta di procurato allarme!”.

IL 118

Duro anche il lavoro dei paramedici che hanno scaricato le batterie di 6 defribillatori e dato fondo alle scorte di farmaci antipanico: “Sono cose che non si fanno!” afferma il paramedico ex-para Umberto Anselmi (nome di fantasia che abbiamo estrapolato dall’elenco telefonico del 1981).

PAPA FRANCESCO

“Dove ho messo gli occhiali!”

IL SINDACATO DI POLIZIA

“LOL!!!!”

I MUSULMANI DALLA MOSCHEA

“Si tratta di qualcosa di inaspettato, quando qualcuno va giù di testa pensiamo sempre al peggio visto il comportamento dei fratelli estremisti non moderati. Ci duole anche sapere che, alcuni fratelli, avevano allestito un club segreto di degustazione del cotechino nei sotterranei della sede leghista. Sono cose che non si fanno e, se si fanno, non si dicono, insomma  mai farle senza dirle e mai dirle senza farle, che poi a dirla tutta mi sono perso nel discorso, aiutatemi!” afferma Al Abdul Mohamed Hulla Aziz Sahomed Nahadana Alì  (per gli amici Geppo) leader incontrastato della sezione islamico-interista.

MATTEO RENZI

“AHAHAHAH LMAO LOL ROFL!!!!”

UMBERTO BOSSI

“Mah….”

Sul posto della tragedia, oltre alla troupe di “Chi l’ha visto?” dedita alla ricerca dei leghisti scomparsi, è intervenuta una gazzella, due leopardi e un papero.

Ovviamente se credete a questa stronzata di articolo o siete complottisti o siete Vittorio Sgarbi.

 

 

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Politica

Salvini troppo abbronzato, panico nella Lega

Maledetto sole! Maledetta estate! Non riesco nemmeno ad accedere alla sede del mio partito!“.  Si sfoga Matteo Salvini, aggiungendo di avere avuto anche difficoltà a salire su un taxi ed a entrare in una discoteca.

Tornatene al tuo paese non ti vogliamo!” gli avrebbero detto mentre tentava di accedere alla sede della Lega dove era in atto un litigio tra leghisti davanti al nuovo distributore di caffè, un verde infatti continuava a mettere monetine nel distributore ed a bere caffè “Finchè vinco gioco io!” diceva mentre inseriva una nuova monetina e riceveva un nuovo bicchierino di caffè…

Da alcune indiscrezioni (la portinaia dello stabile n.d.r.) pare che la maggioranza dei leghisti non voglia più essere rappresentata da Salvini: “troppo abbronzato come potremmo fidarci?” . Intanto il lato buonista del partito ha mostrato l’intenzione di mantenere l’uomo come tesserato “Se trova un lavoro e non fa casino“.

Cronaca

La storia di Mattia, il dramma di un ragazzo che ha i genitori eterosessuali

Babbo e mamma eterosessuali, picchiati selvaggiamente dal figlio Mattia (un nome che per rima è di fantasia) aver rivelato al proprio figlio di essere eterosessuali sono stati selvaggiamente picchiati e poi rinchiusi in casa per settimane senza poter aver contatti con l’esterno.

Fin quando hanno deciso di scappare per provare a costruire una vita lontano dai pregiudizi. A raccontare la vicenda è il papà Oronzo.

I coniugi, schiacciati dal clima pesante che si respirava in casa, una sera di agosto hanno raccolto le loro cose e si sono lanciati dal balcone. “Avevamo davanti due scelte: farci uccidere o provare a scappare, tenete presente che abbiamo 65 e 67 anni. Ma non ci importava, dovevamo scappare. Però avevamo paura che ci venisse a cercare”. Via da ogni paura e da ogni pregiudizio, insulti e legnate. Via dalla loro “colpa”: quella di essere eterosessuali.  Con 79 Euro in tasca hanno dormito nei campi e hanno preso un treno per lasciarsi alle spalle quel figlio gay.

Ora i due hanno un lavoro a Catania e là condividono un appartamento con altri eterosessuali. Ogni tanto una zia li contatta su Facebook. “Ci scrivono ‘Vergognatevi’ – raccontano – Secondo loro non dobbiamo esistere. Non a queste condizioni”. Il figlio non li cerca più. Solo una denuncia per allontanamento. Loro ripensano ai dialoghi con Mattia: “Ci ha chiesto: “Vi drogate? Parlate con me. Qualsiasi cosa sia, io ci sono”. Poi la confessione più sofferta. “E lui ci ha detto che era meglio che fossimo drogati. Meglio la galera, una rapina in banca”. Poi le legnate, le fuga. E il ritorno alla vita, altrove.

 

Politica

Il leghista Armando Vincenzini attacca la Pavesi: i biscotti Ringo istigano i bambini ad accettare gli immigrati

Il leghista Armando Vincenzini ha rimproverato l’azienda Pavesi che, a suo dire, con i biscotti Ringo istigherebbe i più piccoli ad una benevola accettazione degli immigrati nel nostro Paese.

“Quei biscotti così antipatici rappresentano, come del resto fanno vedere nelle pubblicità in fascia protetta, due mani di due bambini che si toccano per simboleggiare uguaglianza ed unione tra un cittadino bianco ed uno nero”.
Sono quindi biscotti diseducativi e che mirano alla pace fra i popoli? Sembrerebbe proprio di si, del resto Armando Vincenzini non ha dubbi in proposito, i bambini italiani vengono spinti a fraternizzare coi bambini di colore costituendo un clima  fraterno, benevolo e di accettazione, aprendo le strade a chi ruba il lavoro, porta religioni diverse da quella cattolica, porta malattie terribili, se i bambini vengono addestrati dalle pubblicità ad accettare gli stranieri, soprattutto quelli di colore, allora il Paese sarà prossimo al decadimento socioculturale.

Il leghista coglie anche l’occasione per salutare Guido Barilla, lo ringrazia per la sua conservazione dei diritti puliti ma gli manda anche un rimprovero: “Attento con gli abbracci che vendi nei supermercati, sono biscotti pericolosi”.

 

 

 

Politica

Mettono la porta girevole in Parlamento: 4 leghisti intrappolati

Erano da poco passate le 17 quando quattro membri della Lega Nord, nel tentativo di accedere in Parlamento tramite le nuovissime porte girevoli installate in mattinata, sono rimasti vittima dell’infernale marchingegno.

PENSAVAMO FOSSE LA FINE

“Pensavamo fosse la fine, continuavamo a camminare girando attorno, è stato orribile…” hanno raccontato ai vigili del fuoco accorsi a soccorrerli.

APERTA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Oltre ad un esposto alla procura della repubblica per tentato omicidio, è stata inoltrata un’interrogazione parlamentare atta ad identificare il colpevole o i colpevoli decisionari dell’installazione dell’infernale impianto.

 

SUL POSTO VIGLI DEL FUOCO, GIUCAS CASELLA E SERGIO BARACCO

Si è resa necessaria un’azione incrociata per liberare i quattro leghisti, dopo che i vigili del fuoco avevano ultimato le operazioni di primo soccorso abbattendo a fucilate la porta, il famoso medium ciarlatano Giucas Casella ha dovuto effettuare un’operazione di ipnosi reversiva per fare cessare i capogiri alle vittime, mentre per tamponare l’attacco di panico derivato dall’agghiacciante esperienza, Sergio Baracco ha dovuto gridare contro i quattro per oltre trenta minuti mandando in frantumi alcune vetrine dei negozi.

 

I DANNI PSICOSOMATICI

sergiobaraccoI leghisti, dopo la triste esperienza, lamentano disturbi alla personalità, ad esempio ricordano che l’America è stata fondata nel 1492 e pensano che i cittadini italiani abbiano tutti gli stessi diritti, addirittura sanno cos’è lo spread e questo è gravissimo.

“Mai più porte girevoli” promettono da Palazzo Madama e noi, come sempre, gli crediamo.