Cronaca

La storia di Mattia, il dramma di un ragazzo che ha i genitori eterosessuali

Babbo e mamma eterosessuali, picchiati selvaggiamente dal figlio Mattia (un nome che per rima è di fantasia) aver rivelato al proprio figlio di essere eterosessuali sono stati selvaggiamente picchiati e poi rinchiusi in casa per settimane senza poter aver contatti con l’esterno.

Fin quando hanno deciso di scappare per provare a costruire una vita lontano dai pregiudizi. A raccontare la vicenda è il papà Oronzo.

I coniugi, schiacciati dal clima pesante che si respirava in casa, una sera di agosto hanno raccolto le loro cose e si sono lanciati dal balcone. “Avevamo davanti due scelte: farci uccidere o provare a scappare, tenete presente che abbiamo 65 e 67 anni. Ma non ci importava, dovevamo scappare. Però avevamo paura che ci venisse a cercare”. Via da ogni paura e da ogni pregiudizio, insulti e legnate. Via dalla loro “colpa”: quella di essere eterosessuali.  Con 79 Euro in tasca hanno dormito nei campi e hanno preso un treno per lasciarsi alle spalle quel figlio gay.

Ora i due hanno un lavoro a Catania e là condividono un appartamento con altri eterosessuali. Ogni tanto una zia li contatta su Facebook. “Ci scrivono ‘Vergognatevi’ – raccontano – Secondo loro non dobbiamo esistere. Non a queste condizioni”. Il figlio non li cerca più. Solo una denuncia per allontanamento. Loro ripensano ai dialoghi con Mattia: “Ci ha chiesto: “Vi drogate? Parlate con me. Qualsiasi cosa sia, io ci sono”. Poi la confessione più sofferta. “E lui ci ha detto che era meglio che fossimo drogati. Meglio la galera, una rapina in banca”. Poi le legnate, le fuga. E il ritorno alla vita, altrove.

 

Cronaca

Sentinelle in piedi: “Abolire Pinocchio, è nato da una sega…”

“Pinocchio è sicuramente un attacco alle famiglie tradizionali, quelle composte da una mamma, un papà, un cane, un gatto e un canarino” ci dice Francesco Aberobello, Sentinella in piedi dopo essersi seduta al termine della sua manifestazione silenziosa in cui non aveva detto nulla e si limitava a leggere un libro capovolto scambiandolo per un menu cinese.

“Questi libri, queste favole, sono destinati ai bambini e gli addestrano a diventare degli uominisensuali contro la legge di Dio, perchè se non lo sapete, Adamo ed Eva erano un uomo ed una donna”.

Tuttavia, se gli contestiamo che Pinocchio  è un prodotto simile alla vita di Gesù, una forma di parodia che porta alla resurrezione, l’uomo risponde “Non è assolutamente vero, se Pinocchio fosse stato parodia di Gesù non sarebbe nato da una sega di Geppetto ma dallo Spirito Santo”.

 

 

 

Persone

Il mago Silvan

Chi non conosce Silvan? Lo conosciamo noi, lo conoscono e lo conoscevano i nostri padri, i nostri nonni e i nonni dei nostri nonni. Ha iniziato a fare magie per radio, poi con l’avvento della televisione in bianco e nero la vita iniziò a sorridergli.

Purtroppo conosceva solo il trucco dei foulard che cambiavano colore: “Ascoltate, ora sto cambiando il colore ai foulard, sentite? Sim Sala Bim!” Diceva per radio.
Poi davanti alle vecchie telecamere in bianco e nero della Rai iniziando a fare percepire al pubblico le piccole sfumature di grigio attraverso i teleschermi.
la gente non l’apprezzava, non lo capiva, non poteva.

Lui era triste ma presto la sua fiducia venne ricompensata. Iniziarono ad apparire i primi, costosissimi, tv color, se li potevano permettere solo una parte dei cittadini, uno su dieci, poco più della depressione.

La sorte continuava a sorridere a Silvan, addirittura più di quanto sorrideva lui.

Col tempo la tv a colori la si poteva trovare anche abbandonata vicino al secchione pubblico della spazzatura, tutti avevano due o più televisori a colori piazzati in casa e Silvan, coi suoi foulard colorati iniziò ad essere capito, iniziò l’ascesa.

Il mago veneziano balzò dall’acqua alle stelle col suo “sim sala bim” che, ancora oggi, nemmeno l’FBI ne comprende il senso.

ALDO SAVOLDELLO, questo è il nome che il prestidigitatore si è trovato al momento della nascita e che ha trasformato abilmente in Silvan (dopo molti tentativi “a vuoto” da Paperinik a Sanghibù…) iniziò a meravigliare il mondo, il giochino coi foulard lo presentava ogni sera su ogni canale televisivo, ai congressi, negli ospizi, nelle parrocchie, negli ospedali, nelle emittenti radiofoniche (però con scarso successo…). Insomma Silvan il mago divenne indimenticabile, un po’ per il gioco dei foulard, un po’ perché ha sempre mantenuto la stessa capigliatura, la stessa dentiera, lo stesso vestito con papillon.

Poco gli riguardava se, gli invidiosi, gli facevano notare che aveva più trucco in faccia che nelle tasche.

Un brutto giorno, però, venne sorpassato da un certo David Copperfield che iniziò a volare appeso a due corde invisibilissime e che, i suoi assistenti, si badavano bene dall’evitare coi “cerchi girevoli” che facevano tornare indietro al momento opportuno. Queste corde che Copperfield teneva allacciate ai fianchi e che gli consentivano evoluzioni con capriole, queste corde robuste e per nulla visibili fecero arrivare la sua fama alle stelle, sorpassando quelle del buon Silvan che, nonostante la buona volontà, non arrivava a capire i trucchi del collega il quale, un giorno, fece addirittura sparire la statua della libertà con l’ausilio di un telo e un elicottero.

Ma noi sappiamo che Sikvan un giorno o una notte volerà, farà sparire il possibile, ci sbalordirà con l’inspiegabile.